VIDEO INTERVISTE

In questa sezione sono raccolte tutte le interviste video realizzate dal 2017 ad oggi. I protagonisti sono testimoni autentici del passaggio del fronte e degli eventi bellici ad esso connessi. Queste sono le voci e le storie dei ragazzi dell’estate del 1944 in Valconca.


Caterina Casadei

Caterina Casadei, classe 1934, di Taverna di Montescudo - Monte Colombo. In questa emozionante intervista ricorda i giorni trascorsi nel rifugio prima, in una grotta poi, senza acqua e cibo. Rivede ancora davanti ai suoi occhi il fuoco della battaglia, le esplosioni, i morti. I soldati, poi, avevano fame di bambini e ragazze: la guerra fa queste "belle" cose!

Edmondo Saioni

Edmondo Saioni, classe 1928, era un ragazzo quando i tedeschi arrivarono Mondaino a cercare uomini da portare alla Todt. Inizia così questo vivace racconto, ricco ed emozionante. Edmondo ha ancora negli occhi il paesaggio infuocato dai combattimenti: sembrava quasi un film.

Guido Pecci

Guido Pecci, classe 1929, di Croce: ricorda molto bene quelle giornate così intense del settembre 1944. Compì 15 anni nel rifugio. Furono tempi bui anche per le donne: violentate dai militari se non avevano qualcuno con loro a difenderle. Croce era tutta distrutta, tanti i morti.

Teresina Tordi

Teresina Tordi, classe 1922, di Albereto, frazione di Montescudo. Era una giovane ragazza quando il fronte di guerra arrivò. La loro casa era piena di sfollati. Trovarono rifugio scappando verso San Marino e da una grotta scavata nella roccia videro il cielo infuocato dalla battaglia.

Giuseppina Serafini

Giuseppina Serafini, di Trebbio di Montegridolfo, classe 1921. Aveva 23 anni quando i venti di guerra infuocarono l'estate del 1944. Scapparono in un rifugio a Meleto: con loro tante persone ed anche il prete. La gioventù con la guerra è una brutta cosa.

Cesare Finzi - Il passaggio del fronte e la liberazione - Memorie dalla Linea Gotica Orientale

Cesare Finzi, classe 1930, di Ferrara. Di origine ebraiche, a Mondaino trovò scampo dalle persecuzioni naziste. In questa intervista racconta della fuga dall'avanzata del fronte, del fratello ferito e del giorno della liberazione. Una testimonianza avvincente ed emozionante.

Maria Teresa Comanducci

Maria Teresa Comanducci, classe 1938, di Montescudo: ricorda gli sfollati in casa, i rifugi pieni di gente, gli spari, la fame, la solidarietà nel bisogno, la fratellanza nel dolore. E poi la paura delle giovani donne, nascoste in casa per sfuggire ai soldati. La guerra è la distruzione di tutto e tutti, è l'odio personificato.

Angiolo Mercatelli

Angiolo Mercatelli, classe 1927, di Onferno, comune di Gemmano. Era un giovane ragazzo allora e ricorda molto bene tutto quello che vide e accadde. Non si è mai allontanato dai luoghi in cui è nato e tutto rivive ancora nei suoi occhi: le bombe, il rifugio, i soldati.

Rossana Mazzini

Rossana Mazzini, classe 1934, di Mondaino. La sua testimonianza è ricca di ricordi personali e tante emozioni. Ripercorre la sua infanzia trascorsa tra le macerie del piccolo borgo, i continui trasferimenti da una casa all'altra, i compagni di giochi ed il ricordo di quel soldato soccorso nel rifugio.

Luciano Guiducci

Luciano Guiducci, classel 1935, di Montescudo, ricorda le prime bombe e gli aerei volteggiare sulla piazza del paese. Lui e la sua famiglia si sono rifugiati in una grotta, nel centro storico, sotto la casa del dottor Piancastelli. Racconta dei rapporti con i soldati e del momento dell'arrivo degli inglesi.

Rosina Pirani

Rosina Pirani, classe 1938, nata a e cresciuta Onferno, comune di Gemmano. Ancora oggi rivede la campagna infuocata dai combattimenti, i soldati morti e accatastati in una pozza, i rifugi pieni di pulci. Il suo racconto è arricchito dall'uso del dialetto, lingua delle emozioni viscerali.

Giuseppina Francolini

Giuseppina Francolini, classe 1935, di Montescudo. Il suo è un racconto struggente nella lucida ricostruzione delle tante paure e difficoltà affrontate solo con la forza della disperazione. La famiglia in fuga, i bambini in lacrime, gli spari, la vista di Croce in fiamme: questa è la guerra e ancora oggi il ricordo brucia dentro.

Alessandro Monti

Alessandro Monti, classe 1925, nato e cresciuto a Marazzano, sotto Gemmano. Era un giovane ragazzo quando la guerra arrivò: ricorda ancora molto bene la costruzione del rifugio in cui si salvarono la sua famiglia e i vicini di casa. I giovani non hanno paura: quando si è ragazzi si pensa poco.

Sina Giuliani

Sina Giuliani, classe 1922, ha sempre abitato a Trebbio di Montegridolfo. I suoi occhi ancora si riempiono di allegria al pensiero dei balli e delle passeggiate con le amiche. Era una giovane ragazza e i soldati erano gentili. I rapporti con i militari erano talmente buoni che in occasione della Pasqua quasi tutte le famiglie del posto avevano accolto un militare. La guerra, per fortuna, ha risparmiato lei e la sua famiglia.

Mario Bianchi

Mario Bianchi, classe 1930, di Santa Maria del Piano, comune di Montescudo - Monte Colombo. Aveva 14 anni quando i tedeschi arrivarono e li cacciarono da casa. Mario racconta di morti, feriti, notti passate nei rifugi, fughe rocambolesche e violenze su donne e bambini. Un racconto avvincente, che commuove e fa pensare.

Giannina Bianchi

Giannina Bianchi, classe 1927, cresciuta a Marazzano, frazione di Gemmano. Una bomba sparata dal mare uccise sulla bocca del rifugio il padre. Rimasero tre sorelle, sole con la madre, in balia degli eventi e del dolore.

Bruno Marcatelli

Bruno Marcatelli, classe 1926, è di San Savino, Comune di Montescudo - Monte Colombo. In questa intervista ci racconta della fuga verso San Marino, della vita nelle gallerie, del rientro a casa e dell'abbraccio di felicità con fratello per aver trovato almeno la metà della casa ancora in piedi. Questi sono alcuni dei ricordi di Bruno che ha visto morire i civili per le bombe anche dopo la guerra, quando si lavorava in campagna.

Rosa Gregorini

Rosa Gregorini, classe 1927, è sempre vissuta a Castelleale e ci racconta di quando il fronte arrivò: i soldati si fermarono proprio lì per alcuni giorni. Dovettero abbandonare le loro case, sfollarono a Pianventena ospiti di uno zio. Gli uomini, per alimentare il bestiame rimasto a casa, nelle stalle, dovevano attraversare il fronte e subito dopo scappare nuovamente.

Pasquina Tognacci

Pasquina Tognacci, classe 1939, di Montescudo. Il primo ricordo della guerra è legato al bombardamento su Rimini: giocava con le sue amiche quando vide la città distrutta e fumante. Cercarono rifugio a San Marino, nelle gallerie, dove rimasero a lungo. Era solo una bambina allora ma ricorda ancora i morti lungo la strada ed il grande dolore provato in quegli anni.

Giuliano Tordi

Giuliano Tordi, classe 1935, di Taverna, ricostruisce con fervida partecipazione alcuni dei principali episodi legati al passaggio del fronte di guerra sulla Linea Gotica Orientale. Nel racconto sottolinea come a loro i tedeschi non abbiano portato via nulla mentre gli inglesi li spogliarono di tutto. Giuliano racconta anche dei militari in cerca di donne, casa per casa. La sua commozione dimostra tutto il dolore scolpito nel suo cuore.

Palmina Bianchi

Palmina Bianchi, classe 1930, di Marazzano, frazione di Gemmano, racconta di aver perso tutto in una notte: da benestanti diventarono poveri. Rimasero sole con la madre: "tre pulcini" in fuga sotto il fuoco. Nessuno le voleva aiutare: solo un uomo ebbe pietà e andò in loro soccorso.

Giustina Urbinati

Giustina Urbinati, classe 1936, di San Savino, comune di Montescudo - Monte Colombo. Il fratellino nacque nel rifugio che velocemente dovettero abbandonare in fuga dalle bombe. Le sembra ancora di sentire le urla dei militari in cerca delle "mamme", delle donne, di rivede i corpi martoriati dai bombardamenti sul terreno vicino alla sua casa.

Aldo Santoni

Aldo Santoni, classe 1923, Cavallino, Comune di Montescudo - Monte Colombo. La storia di Aldo, a capo del gruppo armato dei "Ribelli", è una straordinaria avventura: ha salvato tantissimi giovani dai rastrellamenti mettendo a repentaglio la sua stessa vita, ha accolto in casa un soldato americano ferito, ha dovuto difendere le donne dalle violenze dei soldati. Aldo è rimasto un ribelle, un uomo forte e generoso.

Maria Merli

Maria Merli, classe 1933, di Zollara di Gemmano, ricorda ancora il primo bombardamento su Rimini. Quando arrivarono i bengala su Gemmano la paura li prese e corsero nei rifugi ma i militari, in cerca di luoghi in cui riposarsi, li volevano cacciare da lì. Tutta la vallata sembrava arata per la quantità di bombe cadute nei campi.

Emilio Pasini

Emilio Pasini, classe 1926, nato e cresciuto a Trarivi di Montescudo, racconta con con avvincente partecipazione straordinarie avventure di amicizia e di violenza. Gli brillano ancora gli occhi al pensiero di Joseph, il soldato tedesco accolto in casa come un fratello mentre la voce si interrompe, vinta dalla commozione, quando ricorda il terribile episodio di violenza su una ragazza.

Ezio Costa

Ezio Costa, classe 1939, nato a Taverna di Montescudo, lega i ricordi della guerra a questo luogo in cui ha sempre vissuto e dove il fronte sembrava non passare mai.

Maria Bucci

Maria Bucci, classe 1930, di Santa Maria del Piano, Comune di Montescudo-Monte Colombo. "Il fronte chi non lo prova non ci può credere": queste le sue parole che, con semplicità ed efficacia, riassumono tutto il dramma di quegli anni.

Tomaso Brolli

Tomaso Brolli, classe 1936, Sant'Andrea in Casale, Comune di San Clemente. Al tempo della guerra era solo un bambino ma i ricordi di quegli anni bruciano ancora: a pensare certe cose "si diventa pazzi".

Teresina Albani

Teresina Albani, classe 1934, nata e vissuta a Montescudo, racconta le drammatiche vicende del passaggio del fronte. Sono gli occhi di una bambina che stringe a sè la sua inseparabile "Nerina" che ancora ci emozionano e guidano in questa avvincente narrazione.

Giovanni Faetanini

Giovanni Faetanini, classe 1931, di Taverna di Montescudo, ricorda i bombardamenti, le grotte anguste in cui si rifugiarono ma anche una piccola bicicletta con cui girava senza sosta. Pare ancora sentire la fatica del ricominciare a vivere dopo la guerra, cercando lavoro in Italia e all'estero.

Angelina Rinaldi

Angelina Rinaldi, classe 1933, nata a Trarivi di Montescudo. Ha vissuto per anni con la paura che arrivassero "quelli che portavano via i bambini", lei che non sapeva nulla della guerra e degli ebrei. In quegli anni ha conosciuto terrore, morte e distruzione.

Edo Mancini

Edo Mancini, classe 1937, ha sempre vissuto nella sua Gemmano. Nel 1944 era un bambino in fuga dai bombardamenti con la sua famiglia. La disperazione è arrivata anche dopo la fine della guerra, quando alcuni ragazzini del paese, suoi amici e coetanei, sono morti per giocare con alcune bombe inesplose.

Adriana Amadori

Adriana Amadori, classe 1932 , di Croce di Montescudo-Monte Colombo, in questa intervista ricorda la miseria, la fame, la sete, i fischi delle granate sopra la testa ma anche il cioccolato ed il tè ricevuto dagli inglesi. Adriana ci offre, con generosa partecipazione, un racconto avvincente e ancor oggi doloroso, del passaggio del fronte.

Tiziano Casoli

Tiziano Casoli, classe 1935, nato e cresciuto a Montegridolfo, racconta di una vita semplice, tranquilla, improvvisamente scossa dagli avvenimenti bellici. La guerra non fa paura i bambini, per loro è solo un gioco.

Dario Guiducci

Dario Guiducci, classe 1932, era solo un bambino nel 1944, abitava con la famiglia ad Albereto di Montescudo. Da lì ricorda di aver visto i bombardamenti aerei su Rimini di cui sembra ancor oggi sentire il rumore.

Giuseppina Costa

Giuseppina Costa, classe 1936, di Santa Maria del Piano, comune di Montescudo-Monte Colombo. Giuseppina è stata sempre nella sua casa in cui si era insediato un comando tedesco. Racconta del legame fraterno con il comandante che visse con loro, dei rifugiati nelle grotte e di un padre in fuga con in spalla il suo bambino morto, avvolto in una balla.

Annunziata Ugolini

Annunziata Ugolini, classe 1925, cresciuta a Monte Colombo: le sembra ancora di sentire la mano di quel soldato di colore che le ha donato un pezzo di cioccolata, tutto quello che aveva. Annunziata se ne è andata a fine del 2017, poco tempo dopo aver rilasciato questa intervista. Le siamo riconoscenti per averci donato questo ultimo ricordo di lei, così appassionato e lucido.

Italo Quadrelli

Italo Quadrelli, classe 1935, di Onferno, frazione di Gemmano: nei suoi racconti ancora le immagini dei combattimenti aerei, delle esplosioni, della casa distrutta. Era solo un bambino e non aveva visto niente fino ad allora.

Guerrino Tonni

Guerrino Tonni, classe 1922, di San Pietro di Montegridolfo. Guerrino è il sopravvissuto, il prigioniero, il reduce dalla Siberia. Nei suoi occhi ancora si coglie tutto lo stupore per essere riuscito a tornare a casa vivo.

Maria Colombari

Maria Colombari, classe 1924, nata a Castelleale, nel comune di San Clemente. Nei giorni in cui il fronte avanzava ha condiviso il rifugio anche con dei soldati sbalzati fuori dal loro carrarmato. In questa intervista ricorda morti e distruzione ma anche il ritorno alla vita di ogni giorno.

 

Promo 2019

Perdere tutto in una notte e ritrovarsi semplicemente vivi. Ricominciare nonostante tutto, custodendo un dolore indicibile per anni, perchè la vita vince sempre. Tornano le voci dei ragazzi dell'estate del '44 in Valconca.

Cesare Finzi

Cesare Finzi, classe 1930, nato a Ferrara, era un bambino come tanti altri, cui piaceva giocare e avere tanti amici. Inizia così la storia di un bambino ebreo e della sua famiglia arrivata a Mondaino per sfuggire alle persecuzioni antisemite. Un'intervista che ricostruisce con precisione e dovizia di particolari la vita di quegli anni tra quotidianità e atti di straordinaria generosità.

Rosso: il fronte

“Rosso: il fronte. Laboratorio delle memorie al femminile” (Gemmano 2005-2006), a cura di Silvana Cerruti.
Il video, sottotitolato in inglese, è un documento di grande valenza storica per riconoscere, studiare e consolidare quanto a noi giunto rispetto agli anni della Seconda Guerra Mondiale.

Come se fosse facile 2019 - Memorie dalla Linea Gotica Orientale

Venerdì 15 marzo 2018 puntata speciale di "Come se fosse facile", in onda su Icaro TV, per parlare del progetto "Memorie dalla Linea Gotica Orientale". In studio con Stefano Rossini Mirna Cecchini, sindaca di San Clemente, e Silvana Cerruti, esperta di storia locale.

Sono le voci dei ragazzi dell'estate del 1944 in Valcona quelle narrate dal progetto. Ad oggi sono 26 le interviste raccolte a testimoni oculari, 16 quelle realizzate nel primo anno e 10 nel successivo. Dal 2018 si è inoltre lavorato su materiale di archivio - testi ed audio – per favorirne il recupero, la valorizzazione e diffusione sul web. Si tratta di testimonianze raccolte nel corso dei decenni con metodologie e obiettivi diversi ma uniche e efficaci per la storia del territorio e dei suoi abitanti. Un progetto voluto per preservare e trasmettere l'autenticità del racconto di testimoni oculari da diffondere e promuovere tra le giovani generazioni.

Come se fosse facile 2018 - Memorie dalla Linea Gotica Orientale

Giovedì 8 marzo 2018 puntata speciale di "Come se fosse facile", andata in onda su Icaro TV, per parlare del progetto "Memorie dalla Linea Gotica Orientale". Sono le voci dei ragazzi dell'estate del 1944 in Valcona quelle raccolte nelle 16 video interviste per narrare le drammatiche vicende legate al passaggio del fronte. Un progetto voluto per preservare e trasmettere l'autenticità del racconto di testimoni oculari da diffondere e promuovere tra le giovani generazioni.